Ben presto saprete per cosa... (sono scaramantica)
vi dico solo che:
I'm very Happy!!!
4 dicembre 2008
1 dicembre 2008
ekekakkio!!!
eh no, così proprio nn va! ragazzi,ma ke vi prende oggi??? Oggi a lavoro ben 3 colleghi (dico 3!) mi hanno accusata di cose che LORO hanno sbagliato, facendo ricadere la colpa su di me....ma ci rendiamo conto??? io diko...e vabè ke a Natale si è tutti più buoni...ma mica prima di Natale si deve necessariamente essere tutti cattivi!!! comunque in definitiva...
andata allegramente a cacare!!!
(scusate la volgarità!)
andata allegramente a cacare!!!
(scusate la volgarità!)
25 novembre 2008
Il coraggio ce lo insegnano loro!

Salman Rushdie e Roberto Saviano hanno partecipato insieme a un incontro a Stoccolma per raccontare le loro vicende personali di scrittori minacciati di morte per i loro scritti.
I due autori hanno trovato molti aspetti in comune nelle loro esperienze, vissute in contesti diversissimi.
Rushdie, scrittore britannico di origini indiane, fu minacciato per il suo libro "Versetti Satanici", pubblicato nel 1989 e giudicato blasfemo dall'ayatollah Khomeyni, che per questo lo condannò a morte con una fatwa. Da allora Rushdie ha vissuto protetto in località segrete.
A una sorte analoga sembra destinato Roberto Saviano, minacciato di morte dalla camorra per il suo "Gomorra", uscito due anni fa.
Saviano ha ricordato oggi come in Italia abbia subito critiche da parte di chi lo ha accusato di sfruttare la situazione per farsi pubblicità. Anche Rushdie ha raccontato che ci sono stati critici che gli hanno dato dell'opportunista.
E voi lo avreste fatto? avreste messo a repentaglio la vostra vita e quella dei vostri cari per sempre? Impariamo da questi grandi del nostro tempo, apprendiamo che nella vita si possono anche fare delle scelte difficili, che mettono in discussione tutto quello che abbiamo costruito e soprattutto possono danneggiare tutto ciò che abbiamo di più caro. Pensiamo a queste "denuncie scomode", a queste parole scaturite da un impeto di libertà che hanno caustato un infelice situazione di costrizioni e isolamenti forzati.
Cambiare identità, cambiare cittadinanza, cambiare città, nazione...dimenticare gli amici, i genitori, fratelli e sorelle...si può???
E smettiamo di lamentarci per i piccoli ostacoli che costellano le nostre vite...smettiamo di strapparci i capelli se il nostro personaggio preferito non vince il reality di turno, o se la maglietta che sognavamo da più di un mese è stata venduta!!! iniziamo a pensare alle cose serie, alle cose ingiuste che distruggono la vita di individui coraggiosi, maestri di coraggio, maestri di vita.
Ps dopo il sito con le foto degli italiani contrari a quanto dichiarato dal presidente berlusconi, perchè non crearne un altro con gente che si schiera senza paura dalla parte di Saviano? http://www.iamitalianandsavianoisspeakinginmyname.com/? se pò fà?
23 novembre 2008
Per caso qualke Tg ne ha parlato?
Approvato il 15/10/2008 alla Camera un’integrazione all’art.37 comma 5 del disegno di legge sul lavoro 1441, che stabilisce quale requisito preferenziale per la partecipazione ai concorsi pubblici la residenza nel luogo in cui viene bandito lo stesso. Tale vincolo è motivato dal fatto che i non residenti, nell’espletamento di alcune funzioni pubbliche, potrebbero non ottenere gli stessi risultati di chi, al contrario ha origini nel territorio interessato dal concorso. Una norma in apparenza morbida, ma soltanto perché rientri nei principi fondamentali della Costituzione, di fatto una norma che rende praticamente inutile la partecipazione ai concorsi nelle amministrazioni pubbliche del nord, dei giovani provenienti dalle regioni meridionali. Una norma che, come accade ormai spesso negl’ultimi tempi, penalizza il SUD e lo allontana da una possibile ripresa che possa minimamente avvicinarlo al nord, in termini economici ed occupazionali, dal momento che sono i meridionali che, terminati gli studi, devono spostarsi la nord per trovare un’occupazione e non il contrario. Ovviamente la Lega nord festeggia ed ha motivo per farlo, fa parte della missione riuscire a consolidare le fondamenta del muro che stanno costruendo per liberarsi della parte povera del paese, nell’indifferenza dei politici meridionali amorfi e sonnolenti, incapaci e servili, e del Capo dello Stato che ormai in avanzata età senile si guarda bene dall’assumersi qualche responsabilità, anche se questa riguarda il rispetto della Costituzione a garanzia dell’unità nazionale che ormai esiste solo sulle carte geografiche.Timido e sterile il tentativo della leccese Teresa Bellanova che ha tentato, almeno, di un organizzare un fronte di deputati meridionali per respingere la norma, ma la maggioranza ben compatta, è riuscita a rendere vano il tentativo e per gli “onorevoli” (si fa per dire) meridionali un’altra occasione persa per dimostrare una parvenza di gratitudine ai propri elettori. Servi del padrone, schiavi della poltrona, senza cog………Destino crudele per i meridionali traditi da altri meridionali, i veri nemici del SUD, la storia si ripete, giacobini e traditori, venduti per un pezzo di pane, ma se la storia non inganna, nel loro destino la sorte sarà giusta e crudele.Fonte: “Il Mattino” – 16.10.08 pag.17
21 novembre 2008
19 novembre 2008
lo sapevate?
Preparandosi per un esame si possono anche scoprire cose interessanti:
Esperpento
De Wikipedia, la enciclopedia libre
Sustantivo. Según la Real Academia Española, "esperpento" es un hecho grotesco o desatinado. Más específicamente, el término se utiliza para desginar un estilo literario creado por Ramón María del Valle-Inclán, y que se caracteriza por la deformación grotesca de la realidad, al servicio de una implícita intención crítica de la sociedad. Como afirmó Valle-Inclán en Luces de Bohemia (obra representativa del estilo y donde este es definido), "el sentido trágico de la vida española sólo puede ofrecerse con una estética sistemáticamente deformada". Esta técnica se empleó también en la trilogía Martes de Carnaval y tiene sus precedentes en Quevedo y Francisco de Goya.
Algunas de sus características son:
Lo grotesco como forma de expresión:
la degradación de los personajes.
la reificación o cosificación de los personajes, reducidos a mero signo o a muñecos.
la animalización o fusión de formas humanas y animales
la literaturización del lenguaje coloquial, frecuentemente investido de todo tipo de intertextualidades.
el abuso del contraste
la mezcla de mundo real y de pesadilla
la distorsión de la escena exterior
La deformación sistemática de la realidad:
la apariencia de burla y caricatura de la realidad
el significado profundo, semi transparente, cargado de crítica e intención satírica que constituye la auténtica lección moral
La presencia de la muerte como personaje fundamental.
Esta técnica teatral hizo de Valle-Inclán un precedente cinematográfico, debido a los continuos cambios de escenario así como a la profusión de historias durante el desarrollo de la obra, que finalmente acababan por cruzarse.
El texto que se considera fundacional acerca del tema es la escena XII de "Luces de Bohemia", donde Max Estrella, el protagonista de la obra, dice que "Los héroes clásicos reflejados en los espejos cóncavos dan el Esperpento. El sentido trágico de la vida española solo puede darse con una estética sistemáticamente deformada. (...) Las imágenes más bellas en un espejo cóncavo son absurdas. (...) La deformación deja de serlo cuando está sujeta a una matemática perfecta. Mi estética actual es transformar con matemática de espejo cóncavo las norams clásicas".Como se ve, la idea de esperpento está asociada a una percepción del autor acerca de la mezcla entre grandeza y grotesco que se considera propia de la sociedad española.
Más que un estilo o una técnica teatral, el esperpento es una poética (es decir: una forma de crear) que consiste en retratar hechos y personajes de una determinada manera. Según dice Valle-Inclán en una entrevista concedida en 1938 al diario ABC, la acción y los personajes dramáticos pueden ser mirados "de rodillas" (como en la épica), "como si fuesen ellos nosotros mismos" (como en el teatro de Shakespeare), "... y hay otra tercera manera, que es mirar el mundo desde un plano superior y considerar a los personajes de la trama como seres inferiores al autor, con un punto de ironía. Los dioses se convierten en personajes de sainete. Esta es una manera muy española, manera de demiurgo, que no se cree en modo alguno hecho del mismo barro que sus muñecos".
Una de las reflexiones más importantes que plantea la creación esperpéntica es si se trata de una imagen deformada de la realidad, o si se trata de la imagen fiel de una realidad deforme.
Esperpento
De Wikipedia, la enciclopedia libre
Sustantivo. Según la Real Academia Española, "esperpento" es un hecho grotesco o desatinado. Más específicamente, el término se utiliza para desginar un estilo literario creado por Ramón María del Valle-Inclán, y que se caracteriza por la deformación grotesca de la realidad, al servicio de una implícita intención crítica de la sociedad. Como afirmó Valle-Inclán en Luces de Bohemia (obra representativa del estilo y donde este es definido), "el sentido trágico de la vida española sólo puede ofrecerse con una estética sistemáticamente deformada". Esta técnica se empleó también en la trilogía Martes de Carnaval y tiene sus precedentes en Quevedo y Francisco de Goya.
Algunas de sus características son:
Lo grotesco como forma de expresión:
la degradación de los personajes.
la reificación o cosificación de los personajes, reducidos a mero signo o a muñecos.
la animalización o fusión de formas humanas y animales
la literaturización del lenguaje coloquial, frecuentemente investido de todo tipo de intertextualidades.
el abuso del contraste
la mezcla de mundo real y de pesadilla
la distorsión de la escena exterior
La deformación sistemática de la realidad:
la apariencia de burla y caricatura de la realidad
el significado profundo, semi transparente, cargado de crítica e intención satírica que constituye la auténtica lección moral
La presencia de la muerte como personaje fundamental.
Esta técnica teatral hizo de Valle-Inclán un precedente cinematográfico, debido a los continuos cambios de escenario así como a la profusión de historias durante el desarrollo de la obra, que finalmente acababan por cruzarse.
El texto que se considera fundacional acerca del tema es la escena XII de "Luces de Bohemia", donde Max Estrella, el protagonista de la obra, dice que "Los héroes clásicos reflejados en los espejos cóncavos dan el Esperpento. El sentido trágico de la vida española solo puede darse con una estética sistemáticamente deformada. (...) Las imágenes más bellas en un espejo cóncavo son absurdas. (...) La deformación deja de serlo cuando está sujeta a una matemática perfecta. Mi estética actual es transformar con matemática de espejo cóncavo las norams clásicas".Como se ve, la idea de esperpento está asociada a una percepción del autor acerca de la mezcla entre grandeza y grotesco que se considera propia de la sociedad española.
Más que un estilo o una técnica teatral, el esperpento es una poética (es decir: una forma de crear) que consiste en retratar hechos y personajes de una determinada manera. Según dice Valle-Inclán en una entrevista concedida en 1938 al diario ABC, la acción y los personajes dramáticos pueden ser mirados "de rodillas" (como en la épica), "como si fuesen ellos nosotros mismos" (como en el teatro de Shakespeare), "... y hay otra tercera manera, que es mirar el mundo desde un plano superior y considerar a los personajes de la trama como seres inferiores al autor, con un punto de ironía. Los dioses se convierten en personajes de sainete. Esta es una manera muy española, manera de demiurgo, que no se cree en modo alguno hecho del mismo barro que sus muñecos".
Una de las reflexiones más importantes que plantea la creación esperpéntica es si se trata de una imagen deformada de la realidad, o si se trata de la imagen fiel de una realidad deforme.
18 novembre 2008
Oh my God!
Facebook distrae troppo, oscurato
Negli uffici negato l'accesso al sito
Le aziende dichiarano guerra a Facebook. A qualche mese dal boom italiano, il più famoso social network al mondo è stato infatti oscurato in alcuni uffici perché distrae i dipendenti. Poste Italiane ha negato completamente l'accesso al sito, Regione Lombardia e Veneto meditano interventi simili, al Comune di Napoli invece il portale può essere visitato soltanto un'ora al giorno, suddivisa in frazioni di dieci minuti l'una.
Per evitare le distrazioni di Facebook, le aziende hanno fatto installare dei filtri in grado di bloccare l'accesso al social network e di evitare ogni interazione con gli altri utenti presenti sul portale. Del resto, i dati parlano chiaro. Al gruppo "Cazzeggio al lavoro su Facebook" si sono iscritti quasi cinquemila utenti, ma gli aficionados del sito che ogni giorno si collegano dall'ufficio sono centinaia di migliaia.
Dopo essersi registrati, infatti, è impossibile resistere alla tentazione di cercare vecchi amici o amori e di sapere che fine hanno fatto. Farsi prendere dal "gioco" è molto semplice e presto ci si ritrova seduti alla scrivania dell'ufficio a scambiare messaggi con un vecchio compagno di scuola, un parente lontano o a fissare un appuntamento con un amico per la serata. I minuti collegati a Facebook poi diventano ore, e tutto a discapito dell'attenzione e della produttività in azienda. Finché i responsabili non decidono di dire basta e di oscurare l'accesso al portale.
I primi a limitare o a impedire l'accesso a Facebook sono stati i vertici aziendali di Poste Italiane, seguiti poi da Provincia di Milano, Regione Lombardia, Regione Veneto, Regione Campania e Comune di Napoli, ma anche molte aziende private stanno pensando di adottare misure simili. Un dato preciso sul numero degli utenti che si collega dall'ufficio, sottraendo tempo al lavoro, al momento non esiste, ma gli iscritti italiani di Facebook sono almeno 4 milioni. Per alcuni di loro è un passatempo, ma per molti altri è diventata una vera e propria mania, con pesanti ripercussioni sulla produttività dietro la scrivania.
Ma Facebook non è l'unico sito bloccato dalle aziende. Oltre ai siti a luci rosse, in molti uffici non si può accedere infatti anche ai portali dedicati al gioco d'azzardo e ad alcuni blog molto affollati, come quello di Beppe Grillo. Ma come si comportano gli altri Paesi? In Gran Bretagna, secondo quanto riferisce Business Week, i due terzi delle aziende blocca l'accesso ai diversi siti di social networking. Negli Stati Uniti invece il 50% delle società oscura siti simili, ma per Facebook il dato non va oltre il 26%. Più rigidi invece gli uffici pubblici Canadesi, dove i social network sono stati blindati perché "bruciano il tempo del lavoro".
Negli uffici negato l'accesso al sito
Le aziende dichiarano guerra a Facebook. A qualche mese dal boom italiano, il più famoso social network al mondo è stato infatti oscurato in alcuni uffici perché distrae i dipendenti. Poste Italiane ha negato completamente l'accesso al sito, Regione Lombardia e Veneto meditano interventi simili, al Comune di Napoli invece il portale può essere visitato soltanto un'ora al giorno, suddivisa in frazioni di dieci minuti l'una.
Per evitare le distrazioni di Facebook, le aziende hanno fatto installare dei filtri in grado di bloccare l'accesso al social network e di evitare ogni interazione con gli altri utenti presenti sul portale. Del resto, i dati parlano chiaro. Al gruppo "Cazzeggio al lavoro su Facebook" si sono iscritti quasi cinquemila utenti, ma gli aficionados del sito che ogni giorno si collegano dall'ufficio sono centinaia di migliaia.
Dopo essersi registrati, infatti, è impossibile resistere alla tentazione di cercare vecchi amici o amori e di sapere che fine hanno fatto. Farsi prendere dal "gioco" è molto semplice e presto ci si ritrova seduti alla scrivania dell'ufficio a scambiare messaggi con un vecchio compagno di scuola, un parente lontano o a fissare un appuntamento con un amico per la serata. I minuti collegati a Facebook poi diventano ore, e tutto a discapito dell'attenzione e della produttività in azienda. Finché i responsabili non decidono di dire basta e di oscurare l'accesso al portale.
I primi a limitare o a impedire l'accesso a Facebook sono stati i vertici aziendali di Poste Italiane, seguiti poi da Provincia di Milano, Regione Lombardia, Regione Veneto, Regione Campania e Comune di Napoli, ma anche molte aziende private stanno pensando di adottare misure simili. Un dato preciso sul numero degli utenti che si collega dall'ufficio, sottraendo tempo al lavoro, al momento non esiste, ma gli iscritti italiani di Facebook sono almeno 4 milioni. Per alcuni di loro è un passatempo, ma per molti altri è diventata una vera e propria mania, con pesanti ripercussioni sulla produttività dietro la scrivania.
Ma Facebook non è l'unico sito bloccato dalle aziende. Oltre ai siti a luci rosse, in molti uffici non si può accedere infatti anche ai portali dedicati al gioco d'azzardo e ad alcuni blog molto affollati, come quello di Beppe Grillo. Ma come si comportano gli altri Paesi? In Gran Bretagna, secondo quanto riferisce Business Week, i due terzi delle aziende blocca l'accesso ai diversi siti di social networking. Negli Stati Uniti invece il 50% delle società oscura siti simili, ma per Facebook il dato non va oltre il 26%. Più rigidi invece gli uffici pubblici Canadesi, dove i social network sono stati blindati perché "bruciano il tempo del lavoro".
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